Tina Modotti

Tina Modotti. Una vita tra fotografia e rivoluzione

Operaia, attrice, giornalista e fotografa Assunta Saltarini Modotti, meglio conosciuta come Tina, è una di quelle grandi figure femminili che – con il loro impegno e lavoro – ha fatto conquistare a donne come lei un posto nel mondo, riuscendo a cambiare costumi e pensieri troppo spesso retrogradi.

Grazie alla dirompente personalità che la porterà a superare i pregiudizi dell’epoca Tina Modotti si farà strada nel mondo della fotografia, diventando una delle poche donne a far carriera in questo campo.

Nata ad Udine il 7 agosto 1896, da una famiglia operaia e socialista, all’età di diciassette anni si trasferisce a San Francisco dove lavora come sarta in una fabbrica tessile. Nonostante le sue umili origini la giovane donna frequenta mostre, eventi teatrali e recita nelle opere filodrammatiche della Little Italy.

È proprio durante una visita all’Esposizione Internazionale Panama -Pacifico che incontra il pittore e poeta Roubaix de l’Abrie Richey, in arte Robo, con cui decide di sposarsi e trasferirsi a Los Angeles, dove, nel 1920, reciterà nel film The Tiger’s Coat. Appassionati di arte e poesia, la loro dimora diventerà ben presto luogo di incontro per artisti e intellettuali.

L’anno successivo conosce il fotografo Edward Weston, del quale diventa allieva, modella e amante. Con lui intraprende un viaggio in Messico dove entra in contatto con l’arte e la cultura latino-americana.

Tina Modotti, Una donna di Tehuantepec porta frutta dentro una zucca dipinta, 1929

Dopo la morte del marito Robo, nel 1923, decide di emigrare definitivamente a Città del Messico. Qui, aiutata da Weston, si dedica alla fotografia: fiori, paesaggi urbani e dettagli architettonici vengono ritratti ed elaborati come fossero figure geometriche.

Con l’abbandono da parte di Weston, avvenuto nel 1927, Tina si addentra nel clima politico e rivoluzionario di quegli anni, frequentando artisti ed intellettuali quali David Alfaro Siqueiros, Diego Rivera e José Clemente Orozco.

Sono anni intensi questi per l’artista friulana: si iscrive al partito comunista, collabora come giornalista e intensifica la sua attività di fotografa cambiando stile e soggetti. Non più fiori né paesaggi ma ritratti di vita intensi e sinceri, caratterizzati da quella comunicazione scarna ma profonda che portano lo spettatore a recepire nell’immediato il messaggio politico che vuole comunicare.

Tina Modotti, Donna con bandiera, Messico, 1929

Nel 1928 conosce Julio Antonio Mella, con il quale vivrà una breve ma intensa relazione. Il giovane rivoluzionario verrà infatti ucciso pochi mesi dopo dai sicari del dittatore cubano Gerardo Machado.

Ingiustamente accusata di aver partecipato all’attentato contro il  nuovo capo di Stato, Pasqual Ortiz Rubio, nel 1930 viene espulsa dal Messico; viaggia tra la Germania, l’Unione Sovietica e la Spagna per tornare nove anni dopo nella terra da lei tanto amata, dove morirà il 5 gennaio del 1942 in circostanze misteriose.

Tina Modotti una donna forte e coraggiosa, dalla vita intensa e appassionata. Una donna caduta per troppo tempo nell’oblio di quel mondo reazionario, provinciale ed ipocrita ostile all’affermazione artistica e culturale di una donna laica ma soprattutto libera.

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