Considerato uno dei massimi artisti dell’arte contemporanea americana, Edward Hopper, attraverso immagini cariche di fascino, visioni archetipe dal grande impatto emotivo, ritrae in maniera sublime l’America della prima metà del secolo.

Edward Hopper, Nightawks, 1942, Art Institute, Chicago

Nella sua lunga carriera ha saputo realizzare opere intense e allegoriche. Opere cariche di espressività, attesa e silenzio: immagini che da sole sono state in grado di fermare il tempo con un solo sguardo.

La sua poesia silenziosa, come l’ha definita Charles Burchfield, penetra all’interno di un realismo che non è solo rappresentazione della realtà ma un affascinante gioco tra artista e ciò che lo circonda. Gioco che trasforma immagini e rappresentazioni in un incantevole quanto emblematico racconto.

Attraverso le sue opere lo spettatore entra, silenziosamente, in spazi interni in cui sono racchiuse vite assenti, anonime e taciturne, portando a compimento una riflessione psicologica che rovescia completamente lo sguardo dalla superficie del dipinto verso la propria interiorità.

Edward Hopper nel 1937, foto Harris & Ewing Photograps

Artista dalla vita schiva e riservata, Hopper, inserisce nelle sue opere elementi di grande impatto emotivo che richiamano soggetti a lui più cari come la solitudine, i viaggi, i treni, il teatro o il cinema.

È uno di quei pochi artisti del panorama contemporaneo che con la sua arte riesce a trasformare scene di vita quotidiana in uno spettacolo universale e senza tempo.

Si pensi a Domenica, realizzata nel 1926: l’uomo seduto sul ciglio della strada vive il suo totale isolamento, estraniato dalla realtà che lo circonda. È una realtà vuota e isolata, resa tale dall’intensa illuminazione e dall’epigrafico silenzio che solo un artista come Hopper sa cogliere e trasportare nelle sue tele.

Edward Hopper, Sunday, 1926, Collezione Privata

Edward Hopper, quindi, emblema del pensiero contemporaneo, simbolo di quel dramma di vivere contraddistinto da un esistenzialismo privo di valori che conduce l’essere umano all’interno di un vortice estraniante da cui difficilmente si vede via d’uscita.

Le sue immagini non rimandano a chissà quale universo psicologico ma sono più che altro visioni che toccano le principali corde dell’esistenza umana in cui la luce diventa strumento fondamentale ed elemento attivo dell’intera scena, utilizzata dall’artista per sottolineare particolari compositivi nonché spirituali.

Perché è di spirito, di sentimento e di emozione che si parla quando ci si addentra silenziosamente in un dipinto di Edward Hopper.