Keith Haring, la diversità di un genio che ha ci ha restituito l’Arte

Non potevo inaugurare questa rubrica non parlando (e qui lo dico) di uno dei miei artisti preferiti.

Di colui che è riuscito a comunicare con sia con il sistema dell’arte sia con la gente comune e che continua ancora a ispirare correnti e migliaia di artisti.

Artista singolare e leggendario Keith Haring nasce il 4 maggio del 1958 a Reading in Pennsylvania e fin da bambino, seguendo i passi del padre, inizia a disegnare. Durante una visita all’Hirshhon Museum di Washington, incontrando le opere di Andy Warhol, avverte improvvisamente il suo futuro: l’arte sarà la sua vita.

Nel 1976 si iscrive così alla Ivy School of Professional Art di Pittsburgh ma solo dopo due semestri

abbandona gli studi: si dedica all’arte da autodidatta cominciando a sviluppare quelle espressioni originali che diventeranno tipiche del suo stile, inizialmente influenzato dai grandi dell’arte contemporaneaquali Christo, Jean Dubuffet e Pierre Alechinsky.

Viste le scerse possibilità di crescita in una cittadina come Pittsburgh, nel 1978, dopo aver girato l’intero paese in autostop, decide di tentare la sorte e trasferirsi a New York dove frequenta la SVA, the School of Visual Art.

Keith Haring fotografato da Lynn Goldsmith, 1986

Questi sono gli anni della Pop Art e dell’arte di strada: vie, metropolitane, muri e locali si riempiono di forme e colori. Tra queste ci sono anche i Subway Drawings di Haring, schizzi grezzi e veloci che porteranno alla ribalta il grande artista americano.

Le opere di Haring sono chiassose e poliedriche, alcune delle quali, nel 1982, vengono proiettate, con un intervallo di venti minuti, sulla Spectacolor Building di Time Square, uno dei luoghi più conosciuti e frequentati di New York.

Eclettico e multiforme si dimostra uno degli artisti più prolifici della storia: realizza opere, organizza mostre e inaugura negozi. Nel 1986 dà avvio al suo “New York Pop Shop” dove si vendono i suoi graffiti stampati su felpe, maglie, orologi e poster.

Keith Haring da artista di strada ad animale da palcoscenico: insieme a Basquiat e Warhol diventa il protagonista della scena artistica contemporanea.

Il genio americano, sfruttando la sua popolarità, realizza opere attraverso cui veicola messaggi sociali come discriminazione sessuale o emarginazione razziale, comun denominatore di un tema che proprio in questi anni tormenta la società contemporanea, ossia il terribile virus dell’Aids.

Keith Haring, The Marriage of Heaven and Hell, 1984, Keith Haring Foundation

Malattia che lo stesso Haring contrarrà poco tempo dopo diventandofonte di ispirazione per le sue opere che si faranno sempre più taglienti e incisive, colme di pathos e di un’espressività fuori dal comune.

Keith Haring il genio, il folle, il gay, l’uomo lontano da qualsiasi schema prestabilito. Un artista che non ha paura di dire ciò che pensa, impegnato attivamente nel sociale, protagonista di mille battaglie.

Un artista che affida il suo destino ad una semplice bomboletta spray … una bomboletta che grida al mondo rabbia, gioia e dolori di un genio morto prematuramente ma che ha lasciato una traccia indelebile in quel lungo ma splendido cammino chiamato Arte.

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