Il Museo delle Relazioni Interrotte

Sembra strano vero? Invece esiste davvero. Il Museo delle Relazioni Interrotte si trova a Zagabria ed è interamente dedicato alle storie d’amore giunte al termine.

Nasce dall’idea di due ex amanti, la produttrice cinematografica Olinka Vištica e lo scultore Dražen Grubišić che decidono, quasi per gioco, di esporre gli oggetti a loro appartenuti durante i quattro anni di relazione, coinvolgendo anche quelli dei loro amici le cui storie d’amore erano ormai finite.

La collezione viene esposta per la prima volta nel 2006 nella gipsoteca di Zagabria trasformandosi, poi, in una mostra itinerante che ha fatto il giro dii mezzo mondo e che ha coinvolto più di duecentomila visitatori.

Nel 2010 i due decidono di renderla permanente affittando uno spazio nel cuore della capitale croata dando vita, così, al primo Museum of Broken Relationships.

I fondatori lo descrivono come uno spazio di «memoria sicura» o «ricordo protetto», per custodire e proteggere «il patrimonio materiale e immateriale dei rapporti interrotti».

Come qualsiasi museo che si rispetti anche quello delle relazioni interrotte si suddivide in sezioni con oggetti catalogati secondo data e luogo della relazione. Qui ce ne sono tre:

  • La sezione dei reperti materiali che comprende oggetti e documenti, come lettere d’amore o messaggi.
  • La sezione del museo virtuale in rete in cui i visitatori registrati possono regalare al museo le proprie esperienze, come immagini o documenti e condividere la loro esperienza con altri visitatori.
  • La sezione del Confessionale dove i visitatori possono conservare i propri oggetti o registrare le loro intime confessioni.

Nel maggio 2011 il Museo delle Relazioni Interrotte riceve dall’EMF – Il Forum dei Musei Europei –il premio Kenneth Hudson per il museo più innovativo d’Europa poiché «ha dimostrato la più insolita, audace e, forse, controversa esposizione che sfida la percezione comune del ruolo

Qui ogni oggetto è accompagnato da una storia che lo racconta. Che sia una bottiglia piena di lacrime, un vestito da sposa mai indossato o un’ascia con cui qualcuno ha fatto a pezzi i mobili di casa.

Oggetti apparentemente privi di concetto e a tratti bizzarri che narrano di qualcosa che va oltre il loro significato universale.

Attimi di umanità e malinconia legati a chi li osserva dal quel fil rouge chiamato empatia.

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