Gustav Klimt, Il bacio, 1907-1908, Österreichische Galerie Belvedere

Il Bacio di Gustav Klimt

È sicuramente una delle opere più famose al mondo. Il Bacio di Gustav Klimt è entrato nel nostro immaginario collettivo diventando emblema dell’amore passionale e icona della storia dell’arte.

Nel Fregio di Beethoven del 1902 e nelle decorazioni di palazzo Stoclet di Bruxelles (1905-1909) l’artista aveva già raffigurati teneri abbracci tra amanti, così come – in altre opere di quegli anni – sono presenti le composte decorazioni in oro e argento.

Il Bacio rappresenta due amanti avvolti in un abbraccio che emana passione e amore assoluto.

Nonostante siano così saldamente uniti, il pittore ritrae i due amanti distinguendo nettamente le loro vesti e ogni loro particolare. Se l’abito dell’uomo è decorato con motivi geometrici – con toni che spaziano dall’oro, al bianco e a nero– quella della donna privilegia linee ondulate, esibendo zone colorate di rossi, di blu e altre tinte più vivaci.

Il prato fiorito su cui poggiano i due amanti è tipico di quella visione irreale, quasi astratta, che diventerà poi emblema degli esponenti dell’Art Noveau. Si prende spunto dalla realtà, ce se ne allontana e si crea un mondo fantastico, interiore assolutamente privo di caratteristiche spaziali e temporali.

Grazie alla ricchezza e laboriosità della decorazione, il Bacio è considerato il capolavoro assoluto del “periodo aureo” dell’artista. Liberamente ispirato ai mosaici bizantini di Ravenna che Klimt conosce personalmente grazie a un viaggio in Italia nel 1903.

Corteo di Teodora, particolare dei mosaici di San Vitale, Ravenna, VI secolo d.C

Quest’opera avrà anche una grande influenza non solo sugli esponenti dell’Art Noveau ma anche su molti espressionisti inserendosi, inoltre, all’interno delle nuove ricerche del movimento astratto.

NOTE SULL’ARTISTA

Gustav Klimt nasce a Baumgarten (Vienna) nel 1862. Figlio di Ernst Klimt – orafo –  e di Anna Fiuster, dal 1873 al 1883 frequenta la Scuola statale d’Arte e Mestieri di Vienna dove apprende e approfondisce le diverse tecniche artistiche – da quelle classiche come l’affresco o il mosaico alle ultime tendenze contemporanee e soprattutto innovative.

È tra i più attivi e significativi artisti della Secessione viennese, quel movimento artistico – da lui stesso fondato – che ha come scopo primario quello di portare l’arte al di fuori della tradizione accademia.

Una foto di Gustav Klimt nel 1905

L’apice della sua carriera è rappresentato dal periodo aureo, durante il quale vengono realizzati capolavori come il Bacio o Le tre età della donna. Nel 1909 segue un periodo di crisi esistenziale e artistica dal quale il pittore ne esce dopo qualche anno con una nuova fase. L’oro scompare per lasciare spazio a colori vivaci che rimandano a quello stile espressionista tedesco con cui Klimt entra in contatto con i suoi allievi Schiele e Kokoschka.

Nel 1918 la sua attività si interrompe bruscamente a causa di un ictus celebrale che il 6 febbraio lo condurrà alla morte. 

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *